Bologna, 28 Settembre 1994
Carissimi amici,
Ormai è diventata una consuetudine il comunicarci l’esperienza che stiamo passando in Brasile. Questi giorni hanno per me un significato particolare perché sono a letto. Sto affrontando ancora l’esperienza del dolore e vorrei trasmettervi quello che sento.
Da ormai un mese Delia è venuta da Camaçari per accompagnarmi e ora è qui con me a Bologna. Attraverso le tante lettere che ricevo, riesco a mantenere i contatti con la parrocchia e a sapere come vanno le cose.
Mentre sono in ospedale, affrontando questa lotta, a Camaçari il lavoro pastorale continua e mi pare con nuovo animo. La gente si sente responsabile e si sente sempre più unita a P. Luis, a P. Marcos e a Delia. Naturalmente il lavoro aumenta. Proprio in questi due ultimi mesi, nelle varie comunità, si celebreranno le prime comunioni, per un totale di circa 700 bambini. Il prossimo 29 Dicembre, in occasione della festa del Patrono, S. Tommaso di Canterbury, sarà amministrata la Cresima a circa 200 adolescenti.
L’iniziativa delle adozioni a distanza va avanti e aiuta famiglie che non avrebbero la possibilità di sopravvivere. Ormai più di cento famiglie ricevono aiuto per mettere a posto la casa o perché i ragazzi procedano negli studi. Inoltre, attraverso i contributi dei membri dell’associazione parrocchiale di assistenza e con le offerte ricevute da amici italiani, riusciamo ad offrire ad altre 200 famiglie una integrazione di alimenti per giungere al minimo necessario per vivere.
Ultimamente sono venute le suore, per aiutarci nella comunità contadina di Barra de Pojuca, a circa 50 chilometri da Camaçari. Naturalmente c’è stato un aumento di spese per sistemare la loro residenza e per appoggiarne l’attività. Ne valeva comunque la pena, dato che la gente ha subito risposto con molto entusiasmo alla nuova presenza.
Come sempre vi chiediamo la solidarietà nella preghiera, sperando che nella prossima lettera possiamo darvi notizie più positive. ·
Con un forte abbraccio.
Paolo e Delia
P.S. Questa lettera è stata dettata da Don Paolo durante la sua degenza in ospedale a Bologna. Ora è tornato a Fano ma le sue condizioni restano critiche. Non può lasciare il letto e non può leggere. Anche in questa situazione il suo pensiero e la sua preoccupazione costanti sono per il Brasile e per chi continua laggiù il lavoro. Da Bologna ha dettato due brevi lettere per Marco e Luigi e per tutti i parrocchiani di Camaçari. Continua quindi anche l’impegno nostro e di tutti i suoi amici.
Mario e Donatella Bartoletti
Domenica 9 ottobre alle ore 6 del mattino don Paolo è spirato.
Resterà sempre con noi e con i suoi di Camaçari.